Progetto · AI product experience
Le Piccole Cose di Leo nasce da un’idea semplice: invece di scegliere una grafica già fatta per un bambino, partire da ciò che immagina lui.
Waikiki Tech sta costruendo attorno a questa idea un’esperienza che unisce AI generativa, Quaderno personale, condivisione e prodotto fisico.
Scopri il progetto: www.lepiccolecosedileo.it

Origine
Leo e suo cugino avevano messo insieme, per gioco, piantine, vasetti e piccole cose. Quando è arrivato il momento di dare un nome a quella bancarella, Leo ha proposto spontaneamente: Le Piccole Cose.
Da un gioco reale è nata un’idea di prodotto reale. E la domanda che guida tutto:
E se invece di scegliere qualcosa per un bambino, gli permettessimo di inventarlo?
Il principio
Modello consueto
Catalogo → grafica predefinita → prodotto
Le Piccole Cose di Leo
Immaginazione → idea → creazione personale → prodotto
Il flusso
Un bambino immagina qualcosa. Il sistema gli dà forma. Quell’idea resta nel suo Quaderno, può entrare nelle 10.000 Idee e, progressivamente, diventare una delle sue piccole cose.

Immagina
Un dinosauro astronauta, una casa sull’albero, un animale, un’avventura. Non un prompt tecnico: un’idea vera di bambino.

Crea
Il sistema la trasforma in un’illustrazione coerente con il mondo visivo del brand. L’AI resta il motore: davanti, sembra solo magia semplice.

Conserva
Non è una generazione usa-e-getta. Può essere conservata, riaperta, riutilizzata e, se si vuole, pubblicata.

Rendilo suo
Il passo successivo è portare quella stessa creazione su un prodotto fisico. Il percorso commerce sta crescendo insieme al prodotto.
Il Quaderno
Ogni creazione può entrare nel suo Quaderno: uno spazio personale dove ritrovarla, riaprirla e continuare a farla vivere.
Non è una gallery tecnica né una media library. È il posto in cui le idee del bambino restano — già operativo nell’app, con ownership e salvataggio.




Pagine del suo Quaderno

Style Pack reale del progetto — coerenza illustrativa, non stock.
10.000 Idee
Una creazione può lasciare il Quaderno personale e entrare in un layer pubblico numerato: non una classifica, ma un insieme crescente di immaginazioni rese visibili.
Dal Quaderno privato a una collezione pubblica di idee — già viva nell’esperienza digitale.
Guarda le 10.000 IdeeDietro la semplicità
L’AI non è l’esperienza. L’esperienza è permettere a un bambino di vedere qualcosa che aveva in testa diventare reale.
Design dell’AI
Non abbiamo dato al bambino un prompt box. Il problema non era collegare un modello generativo: era guidare l’idea, mantenere coerenza, evitare risultati casuali e rendere l’interazione semplice.
Style Pack, input controllato e tono da Quaderno fanno sì che la complessità resti dietro: davanti resta solo l’immaginazione che prende forma.

Validazione
La metrica iniziale più importante non era un benchmark di modello: era capire se un bambino riconoscesse davvero la propria idea nel risultato. Da lì nascono le scelte di UX guidata, coerenza Style Pack e semplicità dell’input.
Dal digitale al prodotto
Il progetto sta costruendo il passaggio: generazione → ownership → Quaderno → handoff artwork → configuratore → prodotto.
Il layer Shopify rappresenta il ponte dal mondo creativo all’oggetto fisico. Artwork handoff e Print Space sono già in costruzione; l’acquisto personalizzato end-to-end e il fulfillment definitivo stanno crescendo insieme al prodotto — senza presentare come chiuso ciò che è ancora in evoluzione.



Cosa dimostra
Non un generatore esposto: un percorso guidato intorno all’immaginazione.
Identità, Quaderno e prodotto digitale progettati come un unico sistema.
Davanti sembra naturale. Dietro c’è orchestration, ownership e coerenza.
Le idee restano nel Quaderno: riapribili, riusabili, pubblicabili.
Dallo spazio personale a una collezione crescente di immaginazioni.
Dal digitale al fisico, con handoff verso Shopify e Print Space in evoluzione.
La tecnologia è complessa dietro. Davanti deve sembrare naturale. Un caso di AI applicata al prodotto, non di demo tecnologica.
Possiamo partire dal problema, dal prodotto e dalle persone che dovranno usarlo, e capire quale tecnologia serve davvero per trasformarla in qualcosa di concreto.
Parliamone